Quando si sente parlare di affermazioni positive molti storcono il naso pensando ad una bufala New Age, altri le considerano quasi magia.
Diciamo che le affermazioni positive, se formulate e usate correttamente possono diventare un efficace strumento per migliorare il modo in cui guardiamo a noi stessi e al mondo.
Innanzi tutto, se andiamo a vedere il significato della parola affermazione, su Google troviamo:
“L’atto o le parole con cui si dichiara o si sostiene un fatto o un’opinione”
Oxford Languages
Quindi in altre parole è un pensiero formulato. Se ci riflettiamo un momento, possiamo dire che ne facciamo tutti diverse volte al giorno. Sono infatti affermazioni, frasi/pensieri del tipo “Non ce la faccio più”, “Amo il mio lavoro”, “Non sono all’altezza”.
Nello specifico potremmo dire che un’affermazione positiva è la formulazione di un pensiero da uno specifico punto di vista. In altre parole è il modo in cui scegliamo di guardare alle cose e agli eventi. Non è vedere tutto rosa ma cercare un risvolto di crescita ed evoluzione.
Facciamo un esempio. Poniamo che abbia un appuntamento con un’amica per andare a fare un giro in bicicletta. All’ultimo la mia amica mi dà buca. A questo punto davanti a me ho due opzioni: posso lamentarmi per la buca ricevuta, per il fatto che i miei piani siano andati a monte e per l’inaffidabilità delle persone oppure decidere di mettere comunque a frutto il pomeriggio magari andando da sola a fare il giro in bicicletta o scegliendo di leggere un buon libro o dedicarmi alla cura di me stessa.
Quindi scelgo di focalizzare il mio sguardo su ciò che ho o che posso fare piuttosto che su quello che non ho o che al momento non posso fare. Scelgo il benessere e non la lamentela. Questo è il pensiero positivo.
A questo punto mi sento in dovere però di specificare una cosa molto importante. Scegliere di pensare positivo non significa soffocare emozioni come scontento, rabbia e delusione. Le emozioni vanno riconosciute, vissute ed elaborate. Hanno una loro specifica funzione ossia quella di darci delle informazioni su ciò che non ci piace, su ciò che vorremmo o sul fatto che abbiamo ricevuto un torto. Vivere le emozioni, e queste in particolare, però non significa cristallizzarsi in quello stato d’animo e sguazzare nel rancore e nell’autocommiserazione. Dobbiamo permettere alle emozioni di svolgere il loro lavoro e poi lasciarle andare per poter consentire a noi stessi di scegliere un pensiero più positivo e costruttivo.
Le affermazioni positive sono uno strumento efficace perché si basano sul potere del pensiero. Non è una questione di magia ma i nostri pensieri, sembra ne facciamo 60-70.000 al giorno, costruiscono e rappresentano la nostra realtà.
Se mi sveglio la mattina pensando “oggi sarà un massacro” come pensate che mi accingerò a vivere la giornata? Quale tipo di pensieri mi accompagneranno? Ben altro andamento avrà la giornata se il pensiero sarà “sarà una giornata impegnativa ma stimolante”…
Lo stesso meccanismo regola il nostro dialogo interiore. L’educazione che nella maggior parte dei casi abbiamo ricevuto non ci ha insegnato un dialogo interiore all’insegna dell’autostima e dell’accettazione di sé. Nella pratica clinica ho trovato molto più frequentemente persone che parlavano a se stesse con durezza, poca gentilezza, snocciolando giudizi impietosi e poco obiettivi basati su standard irrealistici. Anziché criticare e giudicare severamente noi stessi dovremmo essere nostri fan. Cosa accadrebbe alla qualità del nostro dialogo interiore e quindi della nostra vita se pensassimo che nella stragrande maggioranza delle circostanze siamo al posto giusto, nel momento giusto e ciò che accade è il meglio per noi, anche quando non sembrerebbe? Alcuni di voi staranno pensando “Facile a dirsi, ma come si fa?”. È solo questione di allenamento e di costanza. In un prossimo articolo parleremo di come nasce una nuova abitudine che in terapia viene definita risposta nuova.
Per prima cosa si deve stilare una lista di affermazioni positive create in base all’obiettivo che vogliamo raggiungere poi potremo iniziare gli esercizi. Alla fine dell’articolo ti lascio un elenco di affermazioni fra le quali poter scegliere quelle che senti più utili al tuo scopo e più vicine a te.
Le affermazioni vanno ripetute possibilmente diverse volte al giorno. Il segreto però è la ripetizione consapevole. Recenti studi del MIT hanno dimostrato che una piccola parte della corteccia prefrontale, l’area situata in corrispondenza della fronte, ha il controllo delle azioni compiute. Se quindi le azioni sono controllate dalla corteccia prefrontale, sono volontarie e hanno il potere di apportare modificazioni perché avremo introdotto nella nostra vita pensieri e azioni scelti consapevolmente da noi. Non funzioneremo più con il pilota automatico.
Per quanto tempo è necessario attuare il meccanismo della ripetizione delle affermazioni? Louise Hay, notissima motivatrice statunitense e autrice di numerosi manuali di autoaiuto, sostiene che siano necessarie almeno tre settimane di affermazioni quotidiane, Roy Martina, noto medico olistico olandese, specializzatosi nel campo dello sviluppo personale, sostiene invece che per far sì che le nuove convinzioni si radichino in profondità siano necessari almeno tre mesi.
Con queste informazioni in mano possiamo fare il nostro piano d’azione. Scegliamo al massimo 5 affermazioni positive che sostituiscano quelle negative e concentriamoci su di loro per almeno tre settimane. Potete ripetere le affermazioni davanti allo specchio, o scriverle sui dei post-it seminati per tutta la casa, o metterle come screen saver sul computer o sullo smart-phone, registrarle in forma di audio e ascoltate in cuffia.
Per far sì che funzionino la ripetizione è fondamentale. Louise Hay afferma nel suo libro “Puoi Guarire la Tua Vita” che in certi momenti della sua vita ripeteva le affermazioni positive scelte anche 400 volte al giorno. Troppe? Osservate quante volte un’affermazione negativa (e un’emozione, più spesso ansia o paura) fa capolino nella vostra testa, e contate…
Talvolta le affermazioni che formuliamo ci sembrano troppo, e pronunciandole sentiamo una vocina interiore che trova la cosa ridicola. Questa vocina interiore si chiama “resistenza al cambiamento”, ed è lì per segnalarci che siamo sulla strada giusta. Un’affermazione come “ho delle capacità che nessun altro possiede” potrebbe sembrare troppo: la vocina potrebbe dire “sì, proprio tu….”. Allora forse un’affermazione intermedia come “sono disposto a credere di avere delle capacità uniche” può costituire un primo passo. Ricordate le affermazioni riguardano voi e nessun altro.
Vediamo ora degli esempi di affermazioni positive per credere in se stessi, per accettarci e per avere più autostima.

Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente