Immagine corporea: come i social network ci fanno sentire a disagio con noi stessi

Qualche giorno fa ho letto una notizia che mi ha fatto riflettere su un concetto, quello di immagine corporea, che soprattutto in questo nostro tempo e ancora di più in questa stagione è attuale: in Norvegia gli influencer saranno obbligati a segnalare l’uso di filtri e fotoritocchi.

 

Il mio pensiero automatico è stato: non potranno più “barare” nelle foto di Instagram.

 

Se si modifica una foto deve essere esplicitamente dichiarato mediante l’apposizione di un’etichetta che il Ministero per la Famiglia, organo che ha proposto l’emendamento, provvederà a fornire.

 

Questa Legge è un tentativo di frenare la diffusione di standard di bellezza irrealistici che hanno serie conseguenze sulla popolazione soprattutto dei più giovani.

 

Gli scandinavi hanno anche coniato un termine, knopspress, per indicare la pressione psicologica che avviene attraverso immagini raffiguranti il corpo per meri fini pubblicitari.

 

Ma andiamo ad approfondire alcuni concetti fondamentali che entrano in gioco nella questione.

Cosa è l’immagine corporea e come si sviluppa?

Cerchiamo di capire, in primo luogo, cosa sia l’immagine corporea e come si sviluppa.

 

Le definizioni di immagine corporea sono molte; ma a mio parere quelle che esprimono meglio il concetto sono due. La prima descrive il concetto come l’immagine che abbiamo nella nostra mente della forma, dimensione, taglia del nostro corpo e i sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e alle singole parti del nostro corpo. (P. Slade, 1988)

 

Una seconda definizione spiega tutto in maniera più sintetica e mettendo l’accento sull’aspetto cognitivo: l’insieme di percezioni, pensieri ed emozioni che una persona esperisce riguardo al suo corpo. (S. Grogan, 2008)

 

Quindi possiamo dedurre che l’immagine corporea non sempre è quella riflessa nello specchio, ma piuttosto dobbiamo pensarla come quella che vediamo attraverso le lenti che noi indossiamo per guardarci allo specchio che sono fatte di percezioni, pensieri, emozioni e comportamenti.

 

Di conseguenza l’immagine corporea e quella reale non sempre coincidono. Quando questo si verifica si ha un alterazione dell’immagine corporea che si può configurare come un vero e proprio disturbo dell’immagine corporea.

 

La costruzione dell’immagine corporea è un processo che parte dall’infanzia e prosegue per tutta la nostra vita e si articola in strutturazione, destrutturazione e ristrutturazione. Quindi anche in età adulta c’è una continua riformulazione della propria percezione dell’immagine corporea; questo perché il nostro corpo cambia continuamente sotto la spinta dei fattori biologici di crescita, sviluppo ed invecchiamento.

 

Poi intervengono anche altri elementi come quelli psicologici e relazionali attraverso i feedback dall’esterno.

 

Sono diversi i fattori che concorrono alla costruzione dell’immagine corporea:

  • Fattori culturali sotto forma di canoni estetici che ci influenzano e ci spingono ad uniformarci
  • Esperienze di vita ossia i feedback che arrivano dall’esterno, soprattutto dalle figure significative
  • Dialogo interno cioè come ci parliamo e ciò che ci diciamo in merito
  • Relazionali ovvero il confronto con il mondo esterno.

 

Una fase molto delicata per l’immagine corporea è l’adolescenza durante la quale il corpo va incontro ad una serie di modificazioni molto importanti e si può facilmente esperire difficoltà nel riconoscersi. Inoltre intervengono anche i fattori sociali che creano un’immagine corporea idealizzata che può entrare in conflitto con quella interiorizzata. Questo è dovuto alle molteplici occasioni di confronto, sia con i coetanei ma anche con punti di riferimento come gli influencer o gli idoli dei mass media.

Canoni estetici

I canoni estetici si sono evoluti lungo tutto il corso della storia in risposta ad eventi storici e modificazioni sociali.

 

Si può dire che attualmente si stiano affermando più ideali di bellezza: da una parte abbiamo il modello di donna magra ma con un seno e dei glutei generosi come simbolo di sensualità; dall’altro abbiamo un ideale di donna magra, forte e muscolosa.

 

Per l’uomo invece l’ideale di bellezza è piuttosto stabile: uomo snello e muscoloso.

 

Quello che questi ideali di bellezza hanno in comune è che sono tutti scollati dalla realtà. Infatti, per raggiungere questi canoni spesso e volentieri si devono non solo osservare condotte alimentari e sportive ben definite, rigide e intense ma far ricorso alla chirurgia estetica.

 

Relazione tra canoni estetici, social network e immagine corporea

Questi canoni vengono trasmessi continuamente attraverso i social dagli influencer o da personaggi famosi. Gli utenti operano un confronto quasi sempre impietoso tra sé e questi modelli.

 

Venendosi a creare questo forte divario tra canone estetico proposto e realtà il rischio di insoddisfazione per la propria immagine corporea è molto alto.

 

Questo perché non si sa o non si prende nella giusta considerazione che ciò che si vede sui social sono spesso immagini modificate e quindi non corrispondenti alla realtà.

 

Se prima con gli old media, cinema e televisione, venivano proposti dei canoni estetici da delle persone che diventavano idoli inarrivabili, oggi, con i social network le persone che si mostrano vengono percepite vicine, le ragazze e i ragazzi della porta accanto, cosicché viene meno la sensazione di inarrivabilità; così, ciò che mostrano sembra alla portata di tutti. In questo modo la frustrazione e l’insoddisfazione possono aumentare ulteriormente rispetto al passato perché oggi ci si trova a “perdere” un confronto fra pari. 

 

Aprendo i social scorrono continuamente foto e video di persone che si mostrano, ma soprattutto che dicono implicitamente come si dovrebbe essere secondo i canoni estetici accettati dalla società.

 

Questi messaggi sono potentissimi soprattutto per i più giovani e possono condurre ad una diversa concezione del corpo, dell’alimentazione e dell’esercizio fisico.

 

Così un messaggio che apparentemente è innocuo può avere in realtà un peso specifico enorme e può scatenare reazioni importanti. Due ricerche in particolare hanno messo in evidenza la natura e l’entità di queste reazioni.

 

Uno studio del 2019 di Hougue e Milss ha messo in luce che quando giovani donne trascorrevano del tempo sui social ed osservavano immagini di persone che giudicavano più attraenti di loro sperimentavano insoddisfazione corporea.

 

Altre ricerche hanno verificato una correlazione tra l’esposizione ai media, l’insoddisfazione corporea e i disturbi alimentari. (Thompson et al, 1999; Madden et al, 2013).

Lo strumento più potente utilizzato dai social per far passare implicitamente i canoni estetici è l’approvazione sociale che si manifesta sotto forma di like e commenti e che influisce sulla percezione della propria immagine corporea soprattutto se i commenti sono negativi.

 

Quindi si può instaurare un circolo vizioso che vede implicati il confronto, approvazione sociale, insoddisfazione corporea, rapporto con il cibo e l’autostima.

 

Quest’ultima è fondamentale per ognuno di noi ed è su di essa che tutto questo si ripercuote inevitabilmente.

 

L’autostima, infatti, è determinata anche dalla propria immagine corporea quindi l’insoddisfazione corporea ne determina inevitabilmente una diminuzione.

 

L’autostima è influenzata anche da ciò che si crede gli altri pensano di noi; quindi, nel caso in cui, dai social non arrivino le conferme attese l’autostima accuserà il colpo.

 

Come costruire un’immagine corporea positiva?

L’immagine corporea positiva è un aspetto che possiamo costruire ed è un aspetto della nostra esperienza sia stabile che modificabile. Infatti, se abbiamo un immagine corporea negativa, lavorandoci su, si può evolvere verso una positiva ed una volta arrivati al risultato questo tenderà a rimanere stabile.

 

Teniamo presente che è perfettamente normale che alcuni giorni il rapporto con il nostro corpo sia migliore di altri perché l’immagine corporea è flessibile ed è influenzata da moltissimi fattori.

 

Ma come si arriva a costruire un immagine corporea positiva?

In gioco entrano diversi fattori sia di natura personale che sociale:

  • L’apprezzamento del proprio corpo
  • L’accettazione ossia esprimere gentilezza verso se stessi
  • La cura di se sia tramite lo stile di vita che con attività ad hoc
  • Avere un atteggiamento positivo verso di sé.

 

Tutto ciò si traduce in una connessione tra un’immagine corporea positiva, sentimenti positivi e comportamenti adattivi. Per dirla più semplicemente la positività interiore è un paio d’occhiali che può aiutare a costruire un’immagine diversa di sé, più benevola e comprensiva.

  • Avere un’idea flessibile di bellezza
  • Capacità di filtrare le informazioni per tutelarsi

 

Tutte le strutture più sono flessibili più si adattano facilmente ai cambiamenti e resistono agli urti. Questo vale anche per il nostro approccio all’idea di bellezza che ci permetterà anche di sviluppare un buon senso critico che ci metterà in condizione di rifiutare messaggi che possono nuocerci.

Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis

Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente

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