Due tecniche per rilassarsi e riacquistare le energie psicofisiche

La vita che la maggior parte di noi conduce ci fa avere un ritmo molto elevato, numerosi compiti, sia lavorativi che familiari, tante responsabilità, oppure ci troviamo a vivere situazioni di vita che hanno un impatto psicologico molto pesante. Cosa possiamo fare per reagire positivamente?

Ci sono diverse cose che noi possiamo fare per prenderci cura di noi stessi: l’alimentazione, lo sport sono alcune di queste.

Un’altra cosa che noi possiamo fare è dedicare un po’ di tempo al relax che ha una notevole importanza poiché ci aiuta a ritemprare mente e corpo.

Uno dei modi di trarre i maggiori benefici dal nostro relax è quello di imparare e praticare una tecnica di rilassamento.

In occidente è solo negli ultimi decenni che le tecniche di rilassamento si sono fatte spazio poiché è stata accettata l’idea che l’organismo sia un sistema complesso costituito dall’interazione tra mente e corpo. Uno dei primi che si interessò di queste tecniche e ne approfondì il loro funzionamento fu Shultz che grazie ai suoi studi sviluppò il Training Autogeno, ovvero uno stato psicofisico che induce rilassamento fisico e mentale. Ma ci sono diverse strade che possiamo percorrere…

Fra quali tecniche di rilassamento possiamo scegliere per trarre il massimo dal nostro relax?

Il Rilassamento Muscolare Progressivo è una tecnica ideata negli anni trenta dal medico e psicofisiologo statunitense Edmund Jacobson. Tale metodo si basa sull’idea che il pensiero e lo stato emotivo influiscano sul livello di risposta muscolare, evidenziando una relazione tra muscolo, pensiero ed emozioni.

Questo metodo è basata sull’alternanza di contrazione e distensione di alcuni gruppi muscolari.  In questo modo la mente riesce a cogliere e discriminare le differenze tra la muscolatura in stato di contrazione e in stato di rilassamento. Dopo avere effettuato qualche volta gli esercizi proposti da Edmund Jacobson, si riuscirà a cogliere i segnali di tensione inviati dal corpo e a rilassare automaticamente le zone in tensione.

Il Rilassamento Muscolare Progressivo di Jacobson prevede che il soggetto, in primo luogo, sviluppi la capacità di individuare lo stato di tensione muscolare. Per raggiungere questo obiettivo il Terapeuta insegna al paziente a percepire la differenza tra tensione e rilassamento, attraverso ripetuti esercizi di contrazione volontaria e prolungata delle varie zone del corpo, fino a quando sarà in grado di avvertire anche minime contrazioni muscolari.  Una volta che il soggetto ha imparato ad avvertire la tensione dei vari gruppi muscolari, sarà in grado di rilassare i muscoli che non sono interessati al movimento che sta effettuando e sarà anche in grado di applicare in ogni attività esclusivamente la quantità di tensione muscolare necessaria.

Jacobson affermava che notare la sensazione di tensione e di rilassamento nel momento in cui si smette di contrarre il muscolo aiuterà la persona in trattamento a provare una piacevole sensazione di benessere corporale che si tradurrà in benessere psicologico.

Il metodo Jacobson funziona, è semplice e può essere appreso da chiunque, a qualunque età. Anche se il metodo è del tutto sicuro e non presenta controindicazioni, prima di cominciare questi esercizi è sempre meglio conoscere il parere del proprio medico e se le nostre condizioni di salute non sono delle migliori o se non pratichiamo nessun tipo di movimento da parecchi anni.

Questa tecnica può essere una buona soluzione per diversi problemi, come:

  • Tensione generale molto elevata.
  • Ansia, fobie e disturbi dell’umore.
  • Gestione dello stress.
  • Trattamento dell’insonnia.
  • Regolazione emotiva.
  • Supporto per affrontare situazioni importanti in cui vogliamo rendere al meglio
  • Disturbi psicosomatici.

Il Training Autogeno è una tecnica ampiamente conosciuta non solo dagli specialisti ma, anche dal grande pubblico. Shultz mise a punto la metodologia grazie ai suoi studi sull’ipnosi; infatti il TA ha in comune con l’ipnosi la possibilità di indurre uno stato di piacevole rilassamento e distensione ma da questo si differenzia per un elemento di cruciale importanza.

Mentre nell’ipnosi le modificazioni del Sistema neurovegetativo sono di tipo eteroindotto, ossia stimolate da un operatore esterno, nel TA è previsto l’apprendimento graduale della tecnica in modo che il paziente si renda progressivamnte indipendente dal Terapeuta, raggiungendo sempre più autonomamente lo stato autogeno.

La tecnica del Training Autogeno consiste in una serie di esercizi di concentrazione che si focalizzano su diversi distretti corporei, allo scopo di ottenere un generale stato di rilassamento sia a livello fisico che psichico.

La caratteristica fondamentale di questo metodo è, appunto, la possibilità di ottenere, attraverso una serie di esercizi mentali, delle reali modifiche corporee, che a loro volta sono in grado di influenzare la sfera psichica dell’individuo. Questo è possibile perché mente e corpo sono interconnesse e si influenzano reciprocamente e costantemente. Infatti il principio su cui si basa il TA è quello della ideoplasiacioè la tendenza a trasformare le rappresentazioni cognitive, cioè le immagini mentali in vere e proprie percezioni.

Gli esercizi di rilassamento fondamentali si suddividono in inferiori e superiori. Nei primi l’attenzione mentale viene rivolta a particolari sensazioni corporee; nei secondi, invece, l’attenzione viene rivolta a particolari rappresentazioni mentali. In tutto gli esercizi di rilassamento sono sei, i primi due sono detti fondamentali e gli altri quattro complementari:

  1. Esercizio della peso, che agisce sul rilassamento dei muscoli;
  2. Esercizio del calore, che agisce sulla dilatazione dei vasi sanguigni periferici;
  3. Esercizio del cuore, che agisce sulla funzionalità cardiaca;
  4. Esercizio del respiro, che agisce sull’apparato respiratorio;
  5. Esercizio del plesso solare, che agisce sugli organi dell’addome;
  6. Esercizio della fronte fresca, che agisce a livello cerebrale.

Il Training Autogeno in ambito clinico è utile nella cura di diverse problematiche:

  • Ansia;
  • Insonnia;
  • Emicrania;
  • Ipertensione;
  • Attacchi di panico;
  • Coliti e gastriti;
  • Dermatiti;

Il Training Autogeno ha anche un ruolo importante per atleti, sportivi e studenti in quanto favorisce il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e l’ascolto del corpo e contribuisce al miglioramento della performance.

Entrambe queste tecniche necessitano di esercizio costante, soprattutto durante la fase di apprendimento. Più ci esercitiamo più aumenterà la nostra padronanza della tecnica e quindi i suoi benefici.



Facebook
Pinterest
Instagram