La relazione tra mente e corpo: le tecniche di rilassamento come via per raggiungere il benessere

La relazione mente-corpo e la psico-neuro-endocrino-immunologia

Oggi la relazione mente-corpo è ormai assodata; tutti noi sappiamo, anzi diamo per scontato che lo stress, l’ansia e la tensione possono influire sull’apparato digerente rendendoci difficile la digestione, oppure sulla nostra muscolatura procurandoci una dolorosa cefalea muscolo-tensiva o sulla nostra pressione arteriosa facendola aumentare in modo pericoloso.

 

Negli ultimi anni però si è andati oltre la mera evidenza; infatti si è approfondito l’influenza tra la mente e il sistema immunitario. È straordinario il modo in cui la mente (cervello) può alterare l’attività dei globuli bianchi e, di conseguenza, la risposta immunitaria. Ad esempio, la depressione può inibire il sistema immunitario, rendendo la persona più sensibile a infezioni come il raffreddore comune.

 

Così mente e corpo sono parti di un tutto dove ognuna dà il suo contributo al funzionamento globale. Questa nuova visione ha dato inizio ad una vera e propria disciplina scientifica: la psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) ossia la branca della scienza che studia appunto la relazione tra sistema immunitario, endocrino, nervoso e psiche.

Gli studi sulla relazione mente-corpo

Tre autori in particolare hanno portato avanti delle ricerche che hanno dimostrato sperimentalmente la relazione mente- corpo.

 

David Felten è un neuroscienziato statunitense che si è dedicato alla relazione tra emozioni e sistema immunitario. Dai suoi studi fatti con la microscopia elettronica si è visto che sulle cellule immunitarie sono presenti strutture simili a sinapsi, che permettono ai neurotrasmettitori liberati dalle cellule nervose di regolare l’attività delle cellule immunitarie. Un esempio dell’influenza delle emozioni sul Sistema immunitario sono gli effetti dello stress. Quando aumenta nel sangue la presenza di adrenalina, cortisolo e prolattina in seguito a stress le cellule immunitarie diminuiscono.

 

Le emozioni che interferiscono maggiormente col buon funzionamento delle cellule immunitarie, se esperite in modo costante, sono la rabbia, l’ansia e la depressione.

 

Dagli studi fatti si evince che possono predisporre ad attacchi di cuore o ictus non solo l’ipertensione, ma anche l’aver un carattere irascibile o ansioso.

 

Di contro il benessere psichico fatto anche di un approccio sereno ed assertivo contribuisce ad una migliore prognosi, nel caso in cui siamo affetti da una malattia fisica, ma anche, una minore probabilità di ammalarsi. Un chiaro del potere della mente sul corpo.

 

Il secondo autore, Martin Seligman, è uno Psicologo americano noto per aver sviluppato la Psicologia positiva che studia sia come migliorare il benessere prettamente personale legato a sensazioni ed emozioni positive ma studia anche i fattori che promuovono le potenzialità, la realizzazione personale e lo sviluppo dell’individuo, inteso come benessere del singolo individuo che contribuisce allo sviluppo della collettività.

 

Seligman sostiene che l’ottimismo può incidere positivamente sulle difese immunitarie e sullo stato di salute generale.

 

L’ultimo autore è Daniel Goleman famoso per le sue teorie sull’Intelligenza emotiva. Goleman sostiene che la cura emotiva insieme a quella fisica aiuta a migliorare la condizione di salute e rende più efficaci le terapie mediche. In questo caso quindi le cure fisiche e quelle psicologiche viaggiano di pari passo. Geleman a questo proposito sottolinea la necessità di curare la persona nella sua interezza.

Le tecniche di rilassamento come via per raggiungere il benessere

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa è il rilassamento.

 

Il rilassamento è lo stato di quiete dove non è presente la tensione. Entrano in gioco due componenti, quella fisica e più precisamente muscolare e allora ci riferiamo ad un allentamento, ad una decontrazione; poi abbiamo la componente psicologica e allora è inteso come distensione psichica, serenità o addirittura svago.

 

Ma vediamo qual è il meccanismo alla base del suo funzionamento. A livello cerebrale abbiamo il sistema ortosimpatico e quello parasimpatico; pensiamo al sistema simpatico come ad un acceleratore, quello che ci rende in grado di reagire agli stimoli pericolosi. Rilascia adrenalina e aumenta la frequenza del battito cardiaco. Dà energia e sposta il sangue dall’apparato digerente ai muscoli per metterci in grado di scattare. Il sistema parasimpatico, invece, è il freno, quello che fa diminuire la frequenza cardiaca e riduce la frequenza respiratoria.  Ha il compito di apportare tutte quelle modificazioni che servono a conservare e recuperare le energie in assenza di pericolo.

 

Il sistema simpatico non può essere spento con un semplice interruttore. È frutto dell’evoluzione, e serve a dare l’allarme cosicché l’uomo sia in grado di reagire e salvarsi la vita. Oggi, però, lo stato d’allerta non viene da animali feroci ma da difficolta lavorative, economiche, relazionali o problemi di salute, che creano uno stato di ansia e stress. Ed è qui che entrano in gioco le tecniche di rilassamento.

 

Ognuno di noi associa alla parola rilassamento uno stato ben preciso ed è per questo motivo che le tecniche di rilassamento vengono proposte in maniera personalizzata tenendo così conto sia delle preferenze che delle caratteristiche personali.

 

Per tecniche di rilassamento, si intendono tutte quelle pratiche, il cui scopo è quello di favorire il benessere psicofisico dell’individuo attraverso la gestione degli stati d’ansia e di stress.

 

Il rilassamento è ampiamente utilizzato nei protocolli della terapia cognitivo-comportamentale, poiché rappresenta un ottimo sistema per imparare a rilassarsi nei momenti di difficoltà e aiuta a gestire problemi e situazioni altrimenti estremamente limitanti.

 

Le tecniche di rilassamento sono indicate per la risoluzione , o quantomeno per alleviare, problematiche di:

  • Stress
  • Ansia
  • Agitazione
  • Insonnia
  • Stanchezza cronica
  • Depressione
  • Sindrome mestruale
  • Dipendenze di vario tipo
  • Tensioni nate a seguito di traumi fisici o psichici
  • Disturbi legati a malattie e dolori cronici

 

Nello specifico:

  • Sciolgono blocchi fisici ed emotivi
  • Potenziano l’energia psicofisica
  • Migliorano la concentrazione e la memoria
  • Migliorano le prestazioni fisiche e mentali
  • Aiutano a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress
  • Favoriscono il raggiungimento di un equilibrio psichico
  • Aumentano i livelli di autostima
  • Sviluppano la creatività
  • Stimolano l’autoconsapevolezza

 

Una volta individuato il metodo di rilassamento preferito, la chiave per ottenere i maggiori benefici è la costanza e la regolarità.

 

Le principali tecniche utilizzate sono due: il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson e il training autogeno di Schultz. Per sapere di più in merito vi consiglio di leggere un articolo che ho scritto qualche tempo fa Due tecniche per rilassarsi e riacquistare le energie psicofisiche.

Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis

Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente

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