Attacco di panico: come affrontarlo

In quest’articolo cercherò di rispondere alle domande che mi vengono poste più frequentemente dai miei Pazienti riguardo agli attacchi di panico.

  • Cosa mi è successo? Perché?
  • Come affronto l’attacco di panico?

 

Ed infine la domanda più sofferta:

  • Sto impazzendo?

Innanzi tutto inquadriamo la situazione

Un attacco di panico ha dei sintomi ben precisi:

 

  • Tachicardia
  • Brividi, tremori o scosse
  • Sudorazione e vampate di calore
  • Capogiri e vertigini
  • Nodo alla gola e senso di soffocamento
  • Intorpidimento o formicolio
  • Nausea
  • Paura di perdere il controllo e di impazzire
  • Percezione del mondo esterno come strano e irreale e/o un’alterata percezione di te con sensazioni di distacco o senso di estraneità dal tuo corpo o dai tuoi pensieri.

 

Se hai provato alcuni o la maggior parte di questi sintomi è molto probabile che tu abbia avuto un attacco di panico in piena regola.

 

Non tutti i sintomi che ho elencato sono necessari perché si tratti di un attacco di panico; inoltre la frequenza e l’intensità dei sintomi possono cambiare nel tempo e a seconda delle circostanze.

 

Per dare una definizione chiara possiamo dire che un attacco di panico è un episodio di paura intensa ed improvvisa o una rapida escalation dell’ansia normalmente presente.

 

Ma perché arriva l’attacco di panico?

Possiamo elencare diverse tipologie di cause: quelle inerenti ad una specifica fase della nostra vita o al nostro imprinting.

Infatti, l’ambiente familiare in cui siamo cresciuti e alcuni eventi che ci si è trovati ad affrontare, possono aver fatto nascere in noi la convinzione che il mondo è un posto pericoloso e che non siamo in grado di affrontarlo.

 

Ad esempio, la malattia o la morte di una persona cara possono creare questo tipo di predisposizione all’ansia. Anche i bambini che hanno avuto dei genitori iperprotettivi e che, quindi, hanno involontariamente rinforzato il loro senso di vulnerabilità, da adulti potranno provare più ansia di altri.

 

Come già anticipato la causa scatenante può essere lo stress che alcune fasi di vita portano inevitabilmente con sé e per cui non abbiamo nel nostro repertorio le strategie di gestione adeguate perché non le abbiamo ancora apprese. Alcuni fattori stressanti possono essere:

  • Perdere o cambiare lavoro
  • Trasferirsi lontano da casa
  • Sposarsi
  • Avere un figlio
  • Sentirsi intrappolati in relazioni sbagliate
  • Morte o malattia di persone care
  • Difficoltà economiche
  • Problemi di salute

Dal primo attacco di panico al disturbo di panico

Chi ha provato un attacco di panico lo descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata.

Il primo attacco di panico funge da spartiacque: dopo questo primo episodio, la paura di un nuovo attacco diventa forte e spesso dominante.

Così la paura della paura porta un singolo episodio a sfociare facilmente in un vero e proprio disturbo di panico.

Così ci si può trovare velocemente invischiati in un circolo vizioso dove possiamo trovare in agguato l’agorafobia, ossia l’ansia che si prova quando ci troviamo in luoghi o situazioni da cui sarebbe difficile allontanarsi o sembra difficile ricevere un aiuto in caso di un attacco di panico improvviso.

Tutto ciò ci spinge a limitare fortemente le nostre attività ed esperienze e a volte a rinchiuderci dentro casa nell’illusione che lì l’attacco di panico non ci possa raggiungere.

Questa strategia si chiama evitamento e nel brevissimo termine da sollievo perché allontana ciò che rappresenta per noi uno stimolo stressante ma a lungo termie non fa altro che renderci schiavi della paura.

Come gestire l’attacco di panico.

Gestire un attacco non è semplice, soprattutto la prima volta, ma si può riuscire e può essere molto utile seguire queste indicazioni.

 

  1. Cerca un posto tranquillo. È molto utile ridurre gli stimoli che ci circondano
  2. Distendi i muscoli. Fai dei leggeri allungamenti e cammina lentamente
  3. Focalizza la tua attenzione sul respiro. Prova a renderlo più lento e regolare concentrandoti sull’aria che entra e sull’aria che esce.
  4. Concentrati su un pensiero alla volta e soprattutto di cui puoi trovare soluzione. Questo ti aiuterà a sentirti più padrone della situazione e meno in balia degli eventi.
  5. Annusa un profumo “ancora”. Tra i profumi e i ricordi c’è uno stretto legame; è capitato ad ognuno di noi di sentire un profumo e d’improvviso veder riaffiorare ricordi lontani. Il profumo dei fiori di un giardino dell’infanzia, l’acqua di colonia che indossava la nonna, o l’odore di salsedine. Portare con te un’essenza che richiama bei ricordi o anche solo serenità, come quella di lavanda,
  6. Ti può aiutare a concentrarti su uno stimolo rilassante rimanendo radicati alla realtà e allo stesso tempo ti potrà distrarre dai pensieri assillanti dovuti all’ansia.

 

Questa appena descritta è una strategia di intervento immediato ma purtroppo non risolve il problema.

La Psicoterapia ti può far arrivare alla radice del problema e darti le strategie di soluzione graduali ma definitive.

E tu, hai mai avuto un attacco di panico? Come l’hai gestito?

Salva il PS panico e portalo sempre con te

Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis

Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente

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