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Ansia quotidiana: come smettere di farti governare dai pensieri e tornare al presente

Ansia quotidiana: come smettere di farti governare dai pensieri e tornare al presente Ti capita mai di svegliarti già con la sensazione che la giornata ti stia sfuggendo di mano? Non è successo ancora niente, eppure la tua mente ha già montato il trailer di un film catastrofico. 🎬 Benvenuta nel club dell’ansia quotidiana. L’ansia non sempre arriva con crisi evidenti o attacchi improvvisi. A volte si traveste da “rumore di fondo”: pensieri continui, agitazione sottile, la sensazione di avere sempre un “debito” di tempo o di energia. E la cosa più subdola è che ti ci abitui talmente tanto da pensare che sia normale. Spoiler: non lo è. E non devi conviverci passivamente.   🔹 Perché l’ansia ti frega così bene   L’ansia è un meccanismo antico: la tua mente cerca di proteggerti anticipando pericoli. Il problema? Nel 2025 i pericoli non sono più tigri dai denti a sciabola ma scadenze, riunioni e notifiche. Il corpo però reagisce allo stesso modo: tachicardia, respiro corto, pensieri che corrono a 200 km/h. 👉 Risultato: vivi sempre “nel futuro”, cercando di controllare scenari che esistono solo nella tua testa. È come avere un consulente disastro gratuito che lavora H24 (e che non hai mai assunto). 😅   🔹 Le convinzioni che alimentano l’ansia   La terapia cognitivo-comportamentale ci insegna che l’ansia non nasce dal nulla: cresce su convinzioni distorte, tipo: “Se non controllo tutto, andrà tutto male.” “Se sento ansia, significa che non ce la farò.” “Se non ci penso continuamente, mi dimenticherò qualcosa di importante.” Questi pensieri hanno un problema: sembrano logici, ma in realtà ti fanno stare peggio e non risolvono nulla.   🔹 Ansia: Due strumenti della terapia cognitivo-comportamentale per rimettere la mente al suo posto   Ti è mai capitato di sentirti trascinata da un vortice di pensieri?  Magari mentre stai lavorando e all’improvviso la mente ti bombarda con “non ce la faccio”, “sto sbagliando tutto”, “non finirò mai in tempo”. Oppure in quei momenti in cui l’ansia accelera e ti sembra che il corpo vada più veloce della testa. In queste situazioni, la mente prende il sopravvento e noi rischiamo di seguirla senza nemmeno rendercene conto. È qui che entrano in gioco due strumenti della terapia cognitivo-comportamentale semplici ma molto potenti: la tecnica dello STOP e il grounding dei 5 sensi.   La tecnica dello STOP   Immagina di avere in mano un telecomando capace di fermare di colpo il flusso dei pensieri. Questo, in pratica, è lo STOP: un’interruzione volontaria del circolo vizioso mentale. Quando l’ansia parte, la mente corre come una Ferrari senza freni. STOP è il tuo pulsante d’emergenza: S → Stop (fermati un attimo) T → Take a breath (respira) O → Observe (nota cosa stai pensando e sentendo) P → Proceed (riprendi, ma con consapevolezza) Funziona così: nel momento in cui ti accorgi che la mente sta correndo troppo, ti dici con decisione “STOP” (ad alta voce o dentro di te). Non è un rimprovero ma un segnale forte e chiaro che mandi a te stessa per bloccare l’automatismo. Subito dopo, sposti l’attenzione altrove: puoi inspirare ed espirare profondamente, fare un piccolo gesto fisico (battere le mani, toccare il tavolo, camminare per due passi) o semplicemente concentrarti sul compito che hai davanti. È come mettere un punto in una frase che sembrava non finire mai: interrompi il fiume di pensieri e ricominci da capo, più consapevole.   Il grounding dei 5 sensi   Se lo STOP è un interruttore, il grounding dei 5 sensi è una vera e propria ancora che ti riporta nel presente. Quando l’ansia sale o la mente vaga senza controllo, puoi usare i tuoi sensi per “ancorarti” alla realtà. Il metodo classico è questo: nota 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 che puoi udire, 2 che puoi annusare, 1 che puoi gustare. Questa sequenza ti obbliga a spostare l’attenzione dal vortice dei pensieri al qui e ora, creando un effetto calmante immediato. È come dire alla mente: “Non stiamo vivendo nel passato o nel futuro, siamo qui, adesso”. Puoi farlo ovunque: in ufficio, mentre cammini, o anche a casa durante una serata in cui la testa non vuole smettere di girare. All’inizio richiede un po’ di allenamento, ma con la pratica diventa una strategia semplice e naturale per abbassare il volume dei pensieri.   Un piccolo segreto   Lo STOP e il grounding non cancellano i pensieri, ma ti restituiscono spazio. Ti permettono di interrompere l’automatismo e scegliere: voglio davvero continuare a seguire questa catena mentale o preferisco orientarmi verso altro? Ed è proprio lì che recuperi la sensazione di avere di nuovo la guida in mano.   🔹 Conclusione   L’ansia quotidiana non va “eliminata” (spoiler: non è possibile). Va gestita. Con tecniche semplici e ripetute puoi smettere di far guidare i tuoi pensieri ansiosi e tornare al presente, dove la vita reale accade. I pensieri non hanno il potere di travolgerti, se impari a fermarli e a tornare al presente. Con STOP e grounding, sei tu a decidere la direzione. 👉 Domanda per te: qual è il momento della giornata in cui l’ansia ti mette più in difficoltà? Scrivilo: ti aiuterà a riconoscerla e ad iniziare a gestirla. 📌Nelle prossime settimane ti parlerò delle novità di BeneficaMente, pensate proprio per darti strumenti pratici contro ansia e pensieri sabotanti. A presto ✨. Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Produttività Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Sviluppo del potenziale e Mindset Superare i Dubbi per Realizzare il Proprio Potenziale Produttività I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo

Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Settembre: quel mese in cui ti riprometti di ricominciare tutto da capo. Agenda nuova, buoni propositi freschi, playlist motivazionali a manetta. E poi? Dopo tre giorni ti ritrovi a fissare la lista infinita di “da fare” chiedendoti se non fosse meglio tornare sotto l’ombrellone. Se ti consola, non sei sola… Per molte donne Settembre non è solo il mese del rientro, ma anche il festival dell’ansia da prestazione e della procrastinazione mascherata da perfezionismo. Insomma: vuoi spaccare il mondo, ma finisci col rimandare anche l’inizio. La buona notizia? C’è una via d’uscita. E non prevede di fuggire in un’isola deserta (anche se ammetto che a volte ci penso anch’io 😅). Perché Settembre amplifica ansia e procrastinazione Il punto è semplice: settembre porta con sé un cambio di ritmo. Vacanze finite → routine ribaltata. Agenda piena → richieste esterne che piovono da ogni parte. La tua mente, poverina, prova a mantenere il controllo… e spesso scivola nell’ansia. 👉 Quando l’ansia sale, spunta il pensiero tipico: “Aspetto il momento giusto per iniziare!”. Peccato che quel momento giusto non arrivi mai. Risultato? Procrastinazione. E così nasce il circolo vizioso: più rimandi → più ti senti in colpa → più cresce l’ansia → più rimandi ancora. Un classico intrappolamento cognitivo-comportamentale.   Ansia e procrastinazione: i segnali da riconoscere Forse ti ci rivedi in uno di questi: Ti svegli già col cuore in modalità “caffettiera”: ansia anticipatoria a palla. Scrivi to-do list da 25 punti, ma ne spunti solo due (i più facili). Ti dici: “Inizio quando mi sento pronta”. Spoiler: pronta non ti sentirai mai. Ti convinci che procrastinare è “organizzarsi meglio”… e intanto le scadenze ti sfilano davanti come un treno in corsa. Se almeno uno di questi ti suona familiare, tranquilla: non sei sbagliata. Sei solo intrappolata in schemi mentali che puoi imparare a riconoscere e cambiare. 2 strategie cognitivo-compartamentali per ripartire a settembre senza farti fregare   1. Tecnica dei 5 minuti Una delle trappole più frequenti della procrastinazione è pensare che per iniziare serva tanta energia, tempo e concentrazione. In realtà, il primo passo è quasi sempre più leggero di quanto crediamo. La tecnica dei 5 minuti nasce proprio da questo principio: concedersi di iniziare un compito dicendosi “lo faccio solo per 5 minuti”. Perché funziona? Perché abbassa l’ansia da prestazione e rompe l’inerzia. Spesso, una volta superato il blocco iniziale, la fatica diminuisce e quei 5 minuti diventano facilmente 10, 20, o addirittura l’intero compito completato. E se anche ci fermassimo davvero dopo soli 5 minuti, avremmo comunque spezzato la catena dell’evitamento, allenando il cervello a sperimentare l’azione invece che la paralisi. Parti, ad esempio, con l’aprire il file del lavoro, sistemare una pila di panni o iniziare a leggere due pagine di quel testo. Quasi sempre, dopo quei primi minuti, l’inerzia si spezza e andare avanti diventa molto più semplice. E se anche ti fermassi davvero, avresti comunque fatto un passo avanti invece di restare bloccata. 2. I piani “Se – Allora” Un altro strumento molto utile contro la procrastinazione sono i cosiddetti piani di implementazione, o “Se – Allora”. Funzionano così: invece di lasciare che le buone intenzioni restino idee generiche, le trasformiamo in regole semplici e concrete che ci guidano nel momento critico. Ad esempio: “Se torno a casa e mi viene voglia di buttarmi sul divano, allora prima sistemo la cucina per 10 minuti”. Oppure: “Se apro il computer, allora la prima cosa che faccio è scrivere due righe della relazione, non controllare le mail”. Questa tecnica sfrutta la forza dell’automatismo: il cervello riconosce la situazione (“Se…”) e ha già pronto il comportamento da mettere in atto (“Allora…”), riducendo al minimo il margine di indecisione. È come lasciare a se stessi delle piccole scorciatoie che, giorno dopo giorno, fanno la differenza. In fondo, sia la tecnica dei 5 minuti che i piani “Se – Allora” hanno lo stesso obiettivo: rendere più facile iniziare. Non servono grandi rivoluzioni, ma piccoli accorgimenti che ti aiutano a scivolare nell’azione senza combattere ogni volta con la forza di volontà. Sono strumenti semplici, ma potenti, perché ti permettono di fare spazio al movimento lì dove prima c’era solo blocco. Conclusione   Settembre non deve per forza essere sinonimo di ansia e procrastinazione. Può diventare l’occasione per allenarti a gestire tempo ed emozioni con metodo, e iniziare davvero a brillare . Ricorda: non serve cambiare tutto insieme. Ti basta un piccolo passo, oggi. E visto che sei arrivata fino a qui, ecco la mia domanda per te: 👉 Qual è la prima azione minuscola che puoi fare oggi per rendere questo settembre diverso? Scrivila nei commenti o, se preferisci, appuntala in agenda: ti stupirai di quanto possa fare la differenza. Non aspettare l’ispirazione per agire: agisci, e l’ispirazione verrà da sé.” Vuoi altri strumenti pratici per superare ansia e procrastinazione? Seguimi su Instagram e Facebook: ogni settimana nuovi contenuti di psicologia che funziona. Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Sviluppo del potenziale e Mindset Superare i Dubbi per Realizzare il Proprio Potenziale Produttività I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te. Ansia e Benessere emotivo Cos’è la Mindfulness? Come può aiutarci a migliorare la tua vita quotidiana. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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