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Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo

Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Settembre: quel mese in cui ti riprometti di ricominciare tutto da capo. Agenda nuova, buoni propositi freschi, playlist motivazionali a manetta. E poi? Dopo tre giorni ti ritrovi a fissare la lista infinita di “da fare” chiedendoti se non fosse meglio tornare sotto l’ombrellone. Se ti consola, non sei sola… Per molte donne Settembre non è solo il mese del rientro, ma anche il festival dell’ansia da prestazione e della procrastinazione mascherata da perfezionismo. Insomma: vuoi spaccare il mondo, ma finisci col rimandare anche l’inizio. La buona notizia? C’è una via d’uscita. E non prevede di fuggire in un’isola deserta (anche se ammetto che a volte ci penso anch’io 😅). Perché Settembre amplifica ansia e procrastinazione Il punto è semplice: settembre porta con sé un cambio di ritmo. Vacanze finite → routine ribaltata. Agenda piena → richieste esterne che piovono da ogni parte. La tua mente, poverina, prova a mantenere il controllo… e spesso scivola nell’ansia. 👉 Quando l’ansia sale, spunta il pensiero tipico: “Aspetto il momento giusto per iniziare!”. Peccato che quel momento giusto non arrivi mai. Risultato? Procrastinazione. E così nasce il circolo vizioso: più rimandi → più ti senti in colpa → più cresce l’ansia → più rimandi ancora. Un classico intrappolamento cognitivo-comportamentale.   Ansia e procrastinazione: i segnali da riconoscere Forse ti ci rivedi in uno di questi: Ti svegli già col cuore in modalità “caffettiera”: ansia anticipatoria a palla. Scrivi to-do list da 25 punti, ma ne spunti solo due (i più facili). Ti dici: “Inizio quando mi sento pronta”. Spoiler: pronta non ti sentirai mai. Ti convinci che procrastinare è “organizzarsi meglio”… e intanto le scadenze ti sfilano davanti come un treno in corsa. Se almeno uno di questi ti suona familiare, tranquilla: non sei sbagliata. Sei solo intrappolata in schemi mentali che puoi imparare a riconoscere e cambiare. 2 strategie cognitivo-compartamentali per ripartire a settembre senza farti fregare   1. Tecnica dei 5 minuti Una delle trappole più frequenti della procrastinazione è pensare che per iniziare serva tanta energia, tempo e concentrazione. In realtà, il primo passo è quasi sempre più leggero di quanto crediamo. La tecnica dei 5 minuti nasce proprio da questo principio: concedersi di iniziare un compito dicendosi “lo faccio solo per 5 minuti”. Perché funziona? Perché abbassa l’ansia da prestazione e rompe l’inerzia. Spesso, una volta superato il blocco iniziale, la fatica diminuisce e quei 5 minuti diventano facilmente 10, 20, o addirittura l’intero compito completato. E se anche ci fermassimo davvero dopo soli 5 minuti, avremmo comunque spezzato la catena dell’evitamento, allenando il cervello a sperimentare l’azione invece che la paralisi. Parti, ad esempio, con l’aprire il file del lavoro, sistemare una pila di panni o iniziare a leggere due pagine di quel testo. Quasi sempre, dopo quei primi minuti, l’inerzia si spezza e andare avanti diventa molto più semplice. E se anche ti fermassi davvero, avresti comunque fatto un passo avanti invece di restare bloccata. 2. I piani “Se – Allora” Un altro strumento molto utile contro la procrastinazione sono i cosiddetti piani di implementazione, o “Se – Allora”. Funzionano così: invece di lasciare che le buone intenzioni restino idee generiche, le trasformiamo in regole semplici e concrete che ci guidano nel momento critico. Ad esempio: “Se torno a casa e mi viene voglia di buttarmi sul divano, allora prima sistemo la cucina per 10 minuti”. Oppure: “Se apro il computer, allora la prima cosa che faccio è scrivere due righe della relazione, non controllare le mail”. Questa tecnica sfrutta la forza dell’automatismo: il cervello riconosce la situazione (“Se…”) e ha già pronto il comportamento da mettere in atto (“Allora…”), riducendo al minimo il margine di indecisione. È come lasciare a se stessi delle piccole scorciatoie che, giorno dopo giorno, fanno la differenza. In fondo, sia la tecnica dei 5 minuti che i piani “Se – Allora” hanno lo stesso obiettivo: rendere più facile iniziare. Non servono grandi rivoluzioni, ma piccoli accorgimenti che ti aiutano a scivolare nell’azione senza combattere ogni volta con la forza di volontà. Sono strumenti semplici, ma potenti, perché ti permettono di fare spazio al movimento lì dove prima c’era solo blocco. Conclusione   Settembre non deve per forza essere sinonimo di ansia e procrastinazione. Può diventare l’occasione per allenarti a gestire tempo ed emozioni con metodo, e iniziare davvero a brillare . Ricorda: non serve cambiare tutto insieme. Ti basta un piccolo passo, oggi. E visto che sei arrivata fino a qui, ecco la mia domanda per te: 👉 Qual è la prima azione minuscola che puoi fare oggi per rendere questo settembre diverso? Scrivila nei commenti o, se preferisci, appuntala in agenda: ti stupirai di quanto possa fare la differenza. Non aspettare l’ispirazione per agire: agisci, e l’ispirazione verrà da sé.” Vuoi altri strumenti pratici per superare ansia e procrastinazione? Seguimi su Instagram e Facebook: ogni settimana nuovi contenuti di psicologia che funziona. Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Sviluppo del potenziale e Mindset Superare i Dubbi per Realizzare il Proprio Potenziale Produttività I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te. Ansia e Benessere emotivo Cos’è la Mindfulness? Come può aiutarci a migliorare la tua vita quotidiana. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te.

I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te. “Se avessi 8 ore per tagliare un albero, ne passerei 6 ad affilare la mia scure.” Abraham Lincoln Questa frase, attribuita ad Abraham Lincoln, mi piace moltissimo perché indica chiaramente quanto sia importante prepararsi prima di fare. Le tecniche di gestione del tempo partono proprio da qui, dalla pianificazione. Solo con una buona pianificazione del tempo e degli obiettivi, infatti, riusciremo poi a lavorare bene e più in fretta. Infatti, non è decidendo giorno per giorno cosa fare che si possono ottenere buoni risultati a lungo termine. Questo vale per tutto: nel lavoro e nella vita. Ecco le 4 cose più importanti che ho imparato sulla gestione del tempo e che voglio condividere con te. Perdi tempo prima, per guadagnarne poi Questa è la cosa più importante che ho imparato nella gestione del tempo. È necessario stabilire a priori del tempo da dedicare alla pianificazione delle proprie attività, sia personali che professionali. A livello lavorativo, la tecnica più efficace consiste nel riservarsi un periodo di tempo per pianificare su base annuale, trimestrale e poi mensile e settimanale. Io stessa, lavorando come libera professionista, ho dovuto imparare a gestire il tempo al meglio delle mie possibilità per riuscire a portare a termine tutti i miei compiti ma nello stesso tempo lasciando del tempo per me e per i miei cari. Da quando mi prendo il tempo di pianificare, i risultati sono decisamente diversi e io non mi sento mai (o quasi) sopraffatta e con l’acqua alla gola. Se finora non lo hai mai fatto, perciò, inizia adesso. Ritagliati del tempo per pianificare: anno, trimestre, mese, settimana, giorno. Impara a dire di no Avrai sentito molte volte questa ‘regola’ e forse avrai pensato: ‘facile a dirsi ma non a farsi’. Anche per me certe volte è difficile dire di no. Ma ho scoperto alcune cose che mi aiutano in questo: Dire NO a qualcosa è dire Sì a qualcos’altro. Più conosci i tuoi bisogni profondi e i tuoi valori più sei in grado di dire NO. Imparare a dire NO ti aiuterà a fare crescere la tua autostima. Dal punto di vista lavorativo, c’è un’altra cosa importante da sapere. Le persone che hanno più successo sono quelle che perseguono una sola cosa alla volta. Tutte le loro energie sono focalizzate verso un obiettivo e non ‘disperse’ in mille altri. Uno studio condotto dalla Stanford University e un altro condotto dalla University of London hanno evidenziato che si tende a perdere la capacità di filtrare le informazioni importanti, diventando, paradossalmente, meno efficienti e più lenti. Si verifica addirittura un calo del quoziente intellettivo, di ben 15 punti. Quindi il multitasking tanto osannato ai giorni nostri dove il ritmo è frenetico non porta i risultati che si pensano. Dal punto di vista personale, invece, una cosa che ho imparato e che mi aiuta molto è ‘prendere tempo’. La tentazione di farsi prendere dall’entusiasmo o dalla tendenza a voler aiutare sempre il prossimo è costantemente dietro l’angolo. Ma, siccome mi conosco, sono riuscita, anche grazie alla meditazione e alla mindfulness, a ‘frenare’ certi miei automatismi; quindi ti risponderò: ‘devo pensarci un attimo’, oppure: ‘devo controllare l’agenda…’ o altro. Ci rifletterò un po’ su e, infine, ti risponderò.  Pianifica la tua giornata A livello lavorativo, ho imparato a elaborare un ‘piano strategico’ annuale, e poi l’ho scomposto in uno trimestrale, mensile, settimanale e, infine, giornaliero. Questo mi permette di sapere sempre qual è il mio obiettivo di un determinato periodo e i passi da fare per raggiungerlo. Ma non solo. Una pianificazione ‘fatta bene’ mi permette poi di avere anche tempo libero in alcuni momenti dell’anno in cui staccare la spina per ricaricarmi. Ma non è fondamentale definire soltanto i ‘macro-obiettivi’; infatti è importante delineare le singole giornate. È lì che si misura quanto siamo brav* a concretizzare. Da tempo, ho affiancato alla To Do List, una Focus List. Stabilisco una lista di cose da fare, To Do List, non troppo lunga altrimenti rischio di non tenervi fede, poi, scelgo 3 cose, Focus List: le più importanti del giorno. Mi dedico a quelle in ordine di importanza e poi, solo quando e se le ho terminate, preparo un’altra Focus List di altre 3 cose attingendo dalla To Do List e procedo con le successive. A fine giornata, mi assicuro di sapere già da cosa partire l’indomani per non perdere tempo. Per me è fondamentale ogni sera aggiornare la To Do List e scrivere la Focus List sull’agenda che sia digitale o cartacea, anche se preferisco il vecchio stile. Scrivere mi aiuta a ‘visualizzare’ come si svolgerà la mia giornata, a liberare la mia memoria e a far ‘lavorare’ il mio inconscio per svolgere le attività che sono chiamata a fare il giorno dopo. E, spesso e volentieri, la mattina dopo trovo soluzioni a problemi che non ho risolto in ore di pensieri e rimuginii. Fissa dei limiti Oltre ad ‘imparare a dire di no’, anche ‘fissare dei limiti’ è difficile ma fondamentale. Le nostre energie sono limitate. Non si può andare avanti ‘ad oltranza’ con riunioni, impegni, senza fermarsi e senza ‘dosare’ il tempo. Altrimenti, poi, con quale energia riuscirò a fare il resto? Per gestire bene il nostro tempo, dobbiamo imparare a fissare dei limiti. Innanzitutto, nei confronti di noi stesse e poi anche nei confronti degli altri.Fissare dei limiti, ci consente di preservare le nostre energie e di sentire di avere il potere di scegliere. Ecco le ‘regole sui limiti’ che mi aiutano: Stabilisco una durata per ogni cosa. Devo scrivere un articolo per il web? Stabilisco che, in 3 ore al massimo, lo devo finire. Quando ho una incontro, sto prendendo l’abitudine di comunicare al mio interlocutore, fin dall’inizio, il tempo che abbiamo a disposizione. Fissando dei limiti a priori è più facile che l’incontro resti nei tempi stabiliti. I miei pazienti lo sanno che le mie sedute tendevano a

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Settembre 2020: cercate nuove strade

Settembre 2020: cercate nuove strade Siamo ormai ad estate inoltrata e come ogni fine ciclo siamo tentati, mai come in questo 2020, di fare i soliti bilanci generalmente pessimisti e poi di lasciarci andare alla deriva fra una fetta di cocomero e un Whatsapp di saluto a parenti, amici e conoscenti confidando nei buoni propositi per Settembre. Gli immancabili buoni propositi diventano un po’ la nostra coperta di Linus; ci consolano e ci fanno sperare che al rientro dalle vacanze, tutti i nostri desideri e speranze si avvereranno magicamente: anno nuovo, vita nuova!! Questi vecchi cari buoni propositi, alzi la mano chi non ne ha mai fatti, hanno generalmente vita breve, come si usa dire “come un gatto in autostrada”; infatti arrivano generalmente al massimo a Novembre. Poi presi dai mille impegni e scadenze finiscono insieme ai vorrei degli anni precedenti.  Come possiamo interrompere il circolo vizioso? A questo punto ti starà venendo in mente:“Non ero abbastanza motivato, non ho sufficiente forza di volontà, non ce la posso fare” “Il mio programma non era abbastanza rigido?” O ancora,” mi merito di stare come sto!!” Se sono queste le frasi che ti sono venute in mente, abbiamo svelato l’arcano!! L’arcano è il tipo di pensiero che ti ha accompagnato in tutto il processo, dalla ideazione alla formulazione fino alla messa in pratica degli ormai famosi buoni propositi.  Ti sei mai chiesto che influenza possono ricevere i comportamenti dai pensieri?  Il pensiero ha una forte influenza sulle emozioni e di conseguenza sui nostri comportamenti. Persone diverse, per esempio, possono avere pensieri diversi di fronte allo stesso evento, e di conseguenza, anche, reagire in modi totalmente diversi. Quindi non è l’evento che dà il via alle diverse reazioni, bensì il modo di interpretare lo stesso evento produce tali reazioni così differenti nelle varie persone. Le persone, spesso, sono convinte che gli eventi o le situazioni provochino direttamente le emozioni. Non valutiamo i nostri pensieri che intervengono prima delle emozioni. Proviamo ad analizzare, ad esempio, una situazione tipo: abbiamo scritto una relazione di lavoro, e ci accorgiamo di aver commesso un errore nella stesura; non appena ce ne rendiamo conto, secondo il nostro modo usuale di valutazione ossia collegamento diretto evento-emozione, diciamo di provare ansia, irritazione o addirittura svalutazione e senso di colpa. Tra la prima e la seconda sequenza ci dimentichiamo, però, di tener conto di tutti quei pensieri o convinzioni formulate prima di definire l’emozione, cioè tutto quello che ci diciamo, anche attraverso un dialogo interno o sotto forma di un pensiero automatico della cui presenza nemmeno ci rendiamo conto, ad esempio “sono uno stupido. Il capo si arrabbierà molto e io perderò il posto”. Invece secondo la teoria cognitiva sono i nostri pensieri che ci inducono a stare male; l’interpretazione della realtà, ciò che noi diciamo a noi stessi mentalmente sarebbe influenzato dalle esperienze precedenti, dalla nostra personalità, dall’opinione che noi abbiamo di noi stessi e dalle nostre aspettative. Dobbiamo distinguere quindi tra un pensiero così detto funzionale e uno disfunzionale. Che cos’è un pensiero disfunzionale? Il pensiero disfunzionale è un pensiero prevalentemente controproducente; talvolta la persona riferisce il pensiero come esagerato nelle manifestazioni e nelle considerazioni; un pensiero disfunzionale non ti aiuta ad affrontare né ad ottenere ciò che vuoi né a farti sentire come vuoi. Che cosa differenzia il pensiero funzionale dal disfunzionale da un punto di vista cognitivo? Il pensiero funzionale è realistico, logico, costruttivo e flessibile, a differenza del disfunzionale che è catastrofico, distruttivo o illogico. A questo punto facciamo 2+2… Se formuliamo i nostri propositi con pensieri controproducenti che lavorano in maniera sotterranea quasi sicuramente non arriveremo alla meta che ci siamo prefissati.  Facciamo in modo invece che i nostri propositi siano formulati secondo alcune caratteristiche: 1. Stabilire Un Obiettivo RealisticoStabilire degli obiettivi eccessivamente ambiziosi, può compromettere la loro realizzazione nel lungo termine. 2. Organizzare un programmaÈ importante progettare un programma di “allenamento” che consente di ottenere dei risultati visibili. Stabilisci qual è il tuo obiettivo e successivamente stila una lista delle azioni necessarie per raggiungerlo. Secondo molte ricerche, il solo atto di visualizzare la realizzazione dei propri obiettivi, può incrementare le prestazioni. 3. Una volta stilato il vostro programma suddividetelo in sotto-obiettivi.Quando si fa un programma per raggiungere un obiettivo troppo lontano nel tempo è molto facile che ci capiti di perdere di vista la meta. Avendo degli obiettivi intermedi sarà più semplice apprezzare i risultati senza stancarsi e perdere pazienza e motivazione. 4. Tenere traccia dei risultati e dei progressiPuoi semplicemente annotare i progressi sulla tua agenda o se sei più meticoloso addirittura fare dei grafici che ti aiuteranno a cogliere i tuoi progressi in maniera più immediata…ma gli appunti basteranno… 5. È importante tenere alta la motivazioneCerca di incentivarti ricordando i benefici che possono derivare dal raggiungimento dei tuoi obiettivi. Per motivarti, inoltre sono molto utili gli esercizi di visualizzazione dei propri obiettivi. Cerca di immaginarti realizzato e soddisfatto del tuo impegno. Inoltre un altro metodo per mantenere vivo l’impegno più a lungo è quello di gratificarsi ad ogni obiettivo intermedio raggiunto. 6. Cadere Nelle Vecchie Abitudini, e Imparare a RiprendersiGli scivoloni capitano a tutti. Non è necessario colpevolizzarsi eccessivamente per questo. Alcuni studi condotti hanno dimostrato che quando le persone ricadono occasionalmente nelle vecchie abitudini, si ritrovano in un circolo vizioso che tende ad abbassare notevolmente i livelli di autostima – spesso, infatti, le persone iniziano a rimuginare eccessivamente sul comportamento fallimentare e in questo modo aumentano la probabilità di ripeterlo in futuro. Al contrario, cercate di riflettere sui motivi che vi hanno portato ad assumere questo comportamento, in modo da sapere dove intervenire, per evitarlo nel futuro. Questo è un primo articolo di una serie che ha come tema l’organizzazione; argomento, questo, che racchiude in se a sua volta molte tematiche con le quali ci confrontiamo nella vita di tutti i giorni. Pensiamo per esempio alla definizione della routine quotidiana per riuscire a portare a termine i nostri compiti e magari ritagliarci del tempo libero, oppure alle diverse tecniche di

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