Nome dell'autore: Claudia Vincis

Lasciare andare il superfluo emotivo: la pratica che ti prepara al nuovo anno

Lasciare andare il superfluo emotivo: la pratica che ti prepara al nuovo anno A fine anno succede una cosa strana: anche se fuori c’è movimento, dentro si crea uno spazio di sospensione. È come se una voce interiore ti chiedesse: “Che cosa voglio portare con me… e cosa invece mi sta trattenendo?” È un processo spontaneo, quasi biologico. Il problema è che spesso lo viviamo con confusione, come se dovessimo prendere decisioni enormi in poco tempo. In realtà, lasciare andare non è un atto drastico: è qualcosa di molto più delicato e profondo. È dare un posto alle cose. È riconoscere ciò che ti ha fatto crescere e ciò che ti ha consumata. È smettere di portare dentro pesi che non servono più. Non si tratta di dimenticare. Né di chiudere gli occhi. Lasciare andare è un gesto di rispetto verso la te che sei diventata. ⭐ 1. Cosa significa davvero “lasciare andare” (e cosa NON significa) Non significa dimenticare.Non significa cancellare.Non significa fare finta che non ti abbia fatto male. Lasciare andare significa:• smettere di portare sulle spalle ciò che non serve più ora• distinguere tra ciò che ti appartiene e ciò che hai ereditato• sciogliere un nodo interno, non la storia• dare al passato un posto, non il comando È un atto di cura, non una rimozione. 👉 È smettere di trattenere una corda che ti sta facendo male alle mani. Quando parliamo di “lasciare andare”, la mente pensa subito a un taglio netto. In realtà è un processo molto più gentile. Significa accorgerti di ciò che stai trattenendo — un pensiero, una convinzione, un giudizio, un ricordo che ormai ha perso la sua funzione. Significa accettare che qualcosa è stato importante, ma non è più utile. Significa dire a te stessa: “Non devo portarlo con me ovunque.” Non è cancellare.È rimettere al suo posto.E quando lo fai, senti immediatamente un piccolissimo sollievo: come se il petto si aprisse di qualche millimetro. ⭐ 2. Come riconoscere ciò che pesa davvero Non sempre il peso ha la forma che immagini.A volte non riguarda ciò che è successo, ma il modo in cui ti sei parlata dopo.Non riguarda l’evento, ma la tensione che ti è rimasta addosso.Non riguarda una persona, ma il ruolo che continui a recitare accanto a lei. Per capire cosa devi lasciar andare, puoi farti tre domande semplici, quasi sussurrate: • Cosa mi stanca quando ci penso?• Cosa mi confonde o mi disallinea?• Cosa parla di una versione di me che non mi rappresenta più? Le risposte arrivano subito, con una piccola fitta o un piccolo respiro.Il corpo riconosce la verità prima della mente. ⭐ 3. La pratica “Tengo – Lascio – Trasformo” (in versione narrativa) Questa pratica Cognitivo Comportamentale è molto utile, ma voglio proportela in una versione più morbida, meno schematica, più simile a un rituale personale. Prendi un foglio, respira, e dividi il tempo in tre momenti. Il momento del “Tengo”Racconta cosa vuoi portare con te: le intuizioni, i legami che ti nutrono, le tue parti forti, i gesti che ti hanno fatto crescere.È un atto di gratitudine verso ciò che ti sostiene. Il momento del “Lascio”Qui non devi fare liste.Basta scrivere una frase, una parola, un’immagine.Qualcosa che ti pesa anche solo nominarlo. Lasciare andare significa solo questo: riconoscere il peso e metterlo giù. Il momento del “Trasformo”Questo passaggio è dolcissimo:trasformare non è cambiare a forza, ma far evolvere. Puoi scrivere: • “Da questo pensiero vorrei imparare a essere più gentile con me.”• “Da questo dolore vorrei farmi nascere una scelta nuova.”• “Da questa fatica voglio trarre una direzione più vera.” È un dialogo intimo con la parte di te che vuole crescere. ⭐ 4. Il rituale del doppio foglio (in versione sensoriale e terapeutica) È una pratica che funziona perché il corpo ha bisogno di gesti concreti.E la mente ha bisogno di simboli. Prendi due fogli. Sul primo lascia scorrere tutto: parole storte, frasi confuse, emozioni ingombranti.Scrivi senza rileggere.Non deve essere bello, né sensato.Deve essere vero. È una pratica che funziona perché il corpo ha bisogno di gesti concreti.E la mente ha bisogno di simboli. Prendi due fogli. Sul primo lascia scorrere tutto: parole storte, frasi confuse, emozioni ingombranti.Scrivi senza rileggere.Non deve essere bello, né sensato.Deve essere vero. Poi mettilo via.Non distruggerlo subito: lascialo riposare.È un modo per dirti:“Non devo risolvere tutto oggi.” Sul secondo foglio scrivi solo ciò che scegli: poche parole, poche intenzioni, le cose che vuoi tenere con te. Questo foglio diventa la tua direzione.Un piccolo faro. E il gesto di separarli manda al cervello un messaggio chiarissimo:“Adesso c’è più spazio.” ⭐ 5. Perché questa pratica ti prepara davvero al nuovo anno Perché non puoi entrare in un nuovo ciclo portando con te tutto ciò che ti ha ferita.Non per forza.Non per abitudine.Non per dovere. Lasciare andare crea un vuoto speciale: un vuoto che non fa paura, perché non è mancanza.È spazio.Spazio per vedere meglio.Spazio per respirare.Spazio per accogliere ciò che sei diventata. È così che il nuovo anno può iniziare davvero, non come una corsa… ma come una scelta. ⭐ 6. Perché liberarti del superfluo ti prepara davvero al nuovo anno Perché crea: ✔️ Spazio mentaleMeno caos = più lucidità. ✔️ Spazio emotivoMeno pesi = più possibilità di sentire altro. ✔️ Spazio identitarioMeno versioni vecchie = più autenticità. ✔️ Spazio per il cambiamento Meno sovraccarico = più energia per ciò che desideri.Chi lascia andare, non si impoverisce.Si libera. ⭐ Conclusione Lasciare andare è un gesto di verità.È ammettere cosa non ti serve più.È concederti di non portare tutto.È riconoscere che sei cambiata e che hai diritto a camminare più leggera. Non devi farlo in un giorno.Devi iniziare. Un foglio.Una frase.Un piccolo movimento interno. Da lì nasce tutto. ✨ Dal 27 Dicembre su Instragam inizieremo insieme “Riparto da Me”, il percorso quotidiano per liberarti di ciò che pesa e accogliere il 2026 con più centratura, forza e verità. SCEGLI LA TUA RISORSA GRATUITA E ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi

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La guida definitiva alla serenità emotiva nel mese più caotico dell’anno

La guida definitiva alla serenità emotiva nel mese più caotico dell’anno Dicembre ha un’energia tutta sua. È il mese delle luci, dei ricordi, dei “dovrei farcela”, dei bilanci, delle aspettative, degli inviti, dei sorrisi necessari, e — se non stai attenta — anche della stanchezza emotiva che si accumula giorno dopo giorno. Molte donne vivono questo periodo con una pressione invisibile: la sensazione di dover essere all’altezza di tutto e di tutti. Eppure dicembre non dovrebbe travolgerti. Può diventare un mese più leggero, più vero e più tuo, se inizi ad ascoltarti e a proteggerti. Questa è una guida concreta, psicologica e semplice per accompagnarti in una delle fasi più delicate dell’anno. 1. Riconosci chi ti succhia energia Non tutte le relazioni stancano allo stesso modo. Alcune persone attivano dinamiche che consumano energia emotiva anche senza volerlo: • chi parla solo di sé• chi critica o giudica• chi ti delega problemi• chi crea tensioni• chi pesa sulle tue decisioni 👉 Prima regola di serenità di dicembre: impara a riconoscere dove si disperde la tua energia mentale. Mini-esercizio: Pensa a un incontro che temi. Chiediti: “Come mi sento prima, durante e dopo?” La risposta è già una bussola. 2. Metti confini chiari (con gentilezza e fermezza)   Un confine non è un muro: è una forma di cura. Serve per proteggere il tuo tempo, la tua stabilità e la tua energia. Puoi dire frasi semplici, gentili ma chiare: • “In questo periodo ho bisogno di ritmi più tranquilli.”• “Non riesco a venire, ma grazie dell’invito.”• “Vi raggiungo più tardi.”• “Preferisco non parlarne adesso.” I confini non creano distanza. Creano equilibrio. 3. Riduci le aspettative (tue e degli altri) Molto stress di dicembre nasce dal tentativo di fare tutto perfetto. La perfezione è una trappola cognitiva: aumenta la percezione del rischio, dell’errore e del giudizio. Prova questo cambio di prospettiva: • da “deve andare tutto bene”• a “andrà come può andare, e io mi adatterò” 👉 La flessibilità emotiva è una delle abilità più protettive che puoi coltivare. 4. Trova il tuo ritmo (non quello degli altri) Dicembre ti spinge fuori ritmo. Tra negozi pieni, cene, impegni e telefonate, rischi di dimenticare ciò che davvero ti serve. Prova a chiederti ogni mattina:• “Di cosa ho bisogno oggi per non arrivare stremata?”• “Cosa posso togliere invece di aggiungere?” Anche 10 minuti di pausa mentale possono cambiare il tono della giornata. I tuoi rituali serali per decomprimere   Il corpo e la mente accumulano tensioni. Hai bisogno di un rituale che ti riporti a te. Eccone uno semplice: 1. abbassa le luci2. respira 3 volte profondamente3. scrivi una cosa che vuoi lasciare andare4. scrivi una cosa che vuoi tenere con te5. fai una piccola azione di cura (tisane, doccia calda, lettura breve) Funziona perché dà un messaggio chiaro al cervello:“Posso rallentare. Sono al sicuro.” I tuoi rituali serali per decomprimere   Dicembre può essere un mese di centratura, non di sfinimento. Di presenza, non di performance. Di verità, non di aspettative. Prenditi il diritto di scegliere cosa ti fa bene. Proteggi ciò che conta. Riportati al tuo ritmo. E ricorda: non devi fare tutto. Devi ascoltarti. 🌿 Nelle newsletter di Dicembre riceverai delle pratiche semplici per restare centrata nei giorni più caotici — sono utili, concrete e mai invadenti. Ti aiuteranno a iniziare a fare spazio dentro di te. ✨ E dal 27 dicembre inizieremo insieme “Riparto da Me”, il percorso quotidiano che ti accompagnerà fino al 4 Gennaio a lasciare andare ciò che pesa e ad entrare nel 2026 con centratura e verità. SCEGLI LA TUA RISORSA GRATUITA E ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Autoconsapevolezza Non tutto quello che pensi è vero: come riconoscere e riscrivere i pensieri sabotanti Ansia e Benessere emotivo Ansia quotidiana: come smettere di farti governare dai pensieri e tornare al presente Produttività Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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Non tutto quello che pensi è vero: come riconoscere e riscrivere i pensieri sabotanti

Non tutto quello che pensi è vero: come riconoscere e riscrivere i pensieri sabotanti Sei mai stata intrappolata da un pensiero tipo: “Non sono abbastanza” o “Se sbaglio, sarà un disastro”? La mente sa essere una pessima sceneggiatrice: scrive copioni drammatici e ti convince che siano notizie di cronaca. Il problema è che, se ci credi, finisci per comportarti come se quelle frasi fossero vere… e così i pensieri diventano profezie che si auto-avverano. La verità? I pensieri non sono fatti, sono interpretazioni.E tu puoi imparare a riscriverli. I pensieri sabotanti più comuni   La Terapia Cognitivo Comportamentale li chiama pensieri automatici: arrivano in un lampo, senza chiederti permesso. Ecco tre classici: • “Non sono abbastanza” → ti blocca dal provare.• “Se sbaglio, sarà un disastro” → ti fa procrastinare.• “Gli altri penseranno male di me” → alimenta ansia sociale e insicurezza. 👉 Sono schemi mentali che sembrano realtà, ma sono solo storie ricorrenti che ti racconti. Come funziona l’ABC dei pensieri   Un pilastro della Terapia Cognitivo Comportamentale è il modello ABC: • A → Activating event = la situazione (es. una riunione).• B → Belief = il pensiero che fai (es. “Diranno che sono impreparata”).• C → Consequence = emozione e reazione (es. ansia, blocco). 👉 Non è l’evento a determinare come stai, ma il filtro con cui lo interpreti. Ti sei mai accorta di quanto la tua mente sappia essere rumorosa? A volte sembra quasi una radio accesa in sottofondo che non puoi spegnere: pensieri critici, dubbi, preoccupazioni… tutto insieme, proprio quando avresti bisogno di calma e concentrazione. La verità è che non sempre possiamo scegliere cosa pensare, ma possiamo imparare a gestire come rispondere a quei pensieri. L’ABC dei pensieri   L’ABC dei pensieri. Funziona così: ogni volta che succede qualcosa (A – l’evento), scatta una nostra interpretazione (B – il pensiero), e da lì nasce un’emozione o un comportamento (C – la conseguenza). Spesso crediamo che sia l’evento a farci stare male, ma in realtà è il pensiero che ci raccontiamo su quell’evento. Imparare a distinguere questi tre passaggi è come accendere la luce in una stanza buia: finalmente vedi dove nasce il problema e puoi lavorarci con più chiarezza. La ristrutturazione cognitiva   Un altro strumento della Terapia Cognitivo Comportamentale è la ristrutturazione cognitiva. Una volta che hai identificato i pensieri disfunzionali, puoi metterli in discussione con domande semplici ma potenti: “È davvero così? Ci sono prove che lo confermano? E se guardassi la situazione da un altro punto di vista?” Non significa illudersi che tutto vada bene, ma costruire pensieri più equilibrati e realistici, che ti permettano di affrontare la realtà senza sentirti schiacciata. Un allenamento che vale   Certo, servono un po’ di pratica e costanza, ma la verità è che più ti alleni, più questi strumenti diventano naturali. È come insegnare alla tua mente a stare al posto giusto: non al comando assoluto, ma come una voce tra le tante, che puoi ascoltare… senza doverle obbedire sempre. Ricorda: non sei obbligata a credere a ogni pensiero che ti attraversa. Puoi scegliere quelli che ti sostengono e lasciare andare gli altri. La tua mente è uno strumento, non la tua padrona. Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Ansia e Benessere emotivo Ansia quotidiana: come smettere di farti governare dai pensieri e tornare al presente Produttività Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Sviluppo del potenziale e Mindset Superare i Dubbi per Realizzare il Proprio Potenziale Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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Ansia quotidiana: come smettere di farti governare dai pensieri e tornare al presente

Ansia quotidiana: come smettere di farti governare dai pensieri e tornare al presente Ti capita mai di svegliarti già con la sensazione che la giornata ti stia sfuggendo di mano? Non è successo ancora niente, eppure la tua mente ha già montato il trailer di un film catastrofico. 🎬 Benvenuta nel club dell’ansia quotidiana. L’ansia non sempre arriva con crisi evidenti o attacchi improvvisi. A volte si traveste da “rumore di fondo”: pensieri continui, agitazione sottile, la sensazione di avere sempre un “debito” di tempo o di energia. E la cosa più subdola è che ti ci abitui talmente tanto da pensare che sia normale. Spoiler: non lo è. E non devi conviverci passivamente.   🔹 Perché l’ansia ti frega così bene   L’ansia è un meccanismo antico: la tua mente cerca di proteggerti anticipando pericoli. Il problema? Nel 2025 i pericoli non sono più tigri dai denti a sciabola ma scadenze, riunioni e notifiche. Il corpo però reagisce allo stesso modo: tachicardia, respiro corto, pensieri che corrono a 200 km/h. 👉 Risultato: vivi sempre “nel futuro”, cercando di controllare scenari che esistono solo nella tua testa. È come avere un consulente disastro gratuito che lavora H24 (e che non hai mai assunto). 😅   🔹 Le convinzioni che alimentano l’ansia   La terapia cognitivo-comportamentale ci insegna che l’ansia non nasce dal nulla: cresce su convinzioni distorte, tipo: “Se non controllo tutto, andrà tutto male.” “Se sento ansia, significa che non ce la farò.” “Se non ci penso continuamente, mi dimenticherò qualcosa di importante.” Questi pensieri hanno un problema: sembrano logici, ma in realtà ti fanno stare peggio e non risolvono nulla.   🔹 Ansia: Due strumenti della terapia cognitivo-comportamentale per rimettere la mente al suo posto   Ti è mai capitato di sentirti trascinata da un vortice di pensieri?  Magari mentre stai lavorando e all’improvviso la mente ti bombarda con “non ce la faccio”, “sto sbagliando tutto”, “non finirò mai in tempo”. Oppure in quei momenti in cui l’ansia accelera e ti sembra che il corpo vada più veloce della testa. In queste situazioni, la mente prende il sopravvento e noi rischiamo di seguirla senza nemmeno rendercene conto. È qui che entrano in gioco due strumenti della terapia cognitivo-comportamentale semplici ma molto potenti: la tecnica dello STOP e il grounding dei 5 sensi.   La tecnica dello STOP   Immagina di avere in mano un telecomando capace di fermare di colpo il flusso dei pensieri. Questo, in pratica, è lo STOP: un’interruzione volontaria del circolo vizioso mentale. Quando l’ansia parte, la mente corre come una Ferrari senza freni. STOP è il tuo pulsante d’emergenza: S → Stop (fermati un attimo) T → Take a breath (respira) O → Observe (nota cosa stai pensando e sentendo) P → Proceed (riprendi, ma con consapevolezza) Funziona così: nel momento in cui ti accorgi che la mente sta correndo troppo, ti dici con decisione “STOP” (ad alta voce o dentro di te). Non è un rimprovero ma un segnale forte e chiaro che mandi a te stessa per bloccare l’automatismo. Subito dopo, sposti l’attenzione altrove: puoi inspirare ed espirare profondamente, fare un piccolo gesto fisico (battere le mani, toccare il tavolo, camminare per due passi) o semplicemente concentrarti sul compito che hai davanti. È come mettere un punto in una frase che sembrava non finire mai: interrompi il fiume di pensieri e ricominci da capo, più consapevole.   Il grounding dei 5 sensi   Se lo STOP è un interruttore, il grounding dei 5 sensi è una vera e propria ancora che ti riporta nel presente. Quando l’ansia sale o la mente vaga senza controllo, puoi usare i tuoi sensi per “ancorarti” alla realtà. Il metodo classico è questo: nota 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 che puoi udire, 2 che puoi annusare, 1 che puoi gustare. Questa sequenza ti obbliga a spostare l’attenzione dal vortice dei pensieri al qui e ora, creando un effetto calmante immediato. È come dire alla mente: “Non stiamo vivendo nel passato o nel futuro, siamo qui, adesso”. Puoi farlo ovunque: in ufficio, mentre cammini, o anche a casa durante una serata in cui la testa non vuole smettere di girare. All’inizio richiede un po’ di allenamento, ma con la pratica diventa una strategia semplice e naturale per abbassare il volume dei pensieri.   Un piccolo segreto   Lo STOP e il grounding non cancellano i pensieri, ma ti restituiscono spazio. Ti permettono di interrompere l’automatismo e scegliere: voglio davvero continuare a seguire questa catena mentale o preferisco orientarmi verso altro? Ed è proprio lì che recuperi la sensazione di avere di nuovo la guida in mano.   🔹 Conclusione   L’ansia quotidiana non va “eliminata” (spoiler: non è possibile). Va gestita. Con tecniche semplici e ripetute puoi smettere di far guidare i tuoi pensieri ansiosi e tornare al presente, dove la vita reale accade. I pensieri non hanno il potere di travolgerti, se impari a fermarli e a tornare al presente. Con STOP e grounding, sei tu a decidere la direzione. 👉 Domanda per te: qual è il momento della giornata in cui l’ansia ti mette più in difficoltà? Scrivilo: ti aiuterà a riconoscerla e ad iniziare a gestirla. 📌Nelle prossime settimane ti parlerò delle novità di BeneficaMente, pensate proprio per darti strumenti pratici contro ansia e pensieri sabotanti. A presto ✨. Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Produttività Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Sviluppo del potenziale e Mindset Superare i Dubbi per Realizzare il Proprio Potenziale Produttività I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo

Settembre senza ansia né procrastinazione: come ripartire con energia e metodo Settembre: quel mese in cui ti riprometti di ricominciare tutto da capo. Agenda nuova, buoni propositi freschi, playlist motivazionali a manetta. E poi? Dopo tre giorni ti ritrovi a fissare la lista infinita di “da fare” chiedendoti se non fosse meglio tornare sotto l’ombrellone. Se ti consola, non sei sola… Per molte donne Settembre non è solo il mese del rientro, ma anche il festival dell’ansia da prestazione e della procrastinazione mascherata da perfezionismo. Insomma: vuoi spaccare il mondo, ma finisci col rimandare anche l’inizio. La buona notizia? C’è una via d’uscita. E non prevede di fuggire in un’isola deserta (anche se ammetto che a volte ci penso anch’io 😅). Perché Settembre amplifica ansia e procrastinazione Il punto è semplice: settembre porta con sé un cambio di ritmo. Vacanze finite → routine ribaltata. Agenda piena → richieste esterne che piovono da ogni parte. La tua mente, poverina, prova a mantenere il controllo… e spesso scivola nell’ansia. 👉 Quando l’ansia sale, spunta il pensiero tipico: “Aspetto il momento giusto per iniziare!”. Peccato che quel momento giusto non arrivi mai. Risultato? Procrastinazione. E così nasce il circolo vizioso: più rimandi → più ti senti in colpa → più cresce l’ansia → più rimandi ancora. Un classico intrappolamento cognitivo-comportamentale.   Ansia e procrastinazione: i segnali da riconoscere Forse ti ci rivedi in uno di questi: Ti svegli già col cuore in modalità “caffettiera”: ansia anticipatoria a palla. Scrivi to-do list da 25 punti, ma ne spunti solo due (i più facili). Ti dici: “Inizio quando mi sento pronta”. Spoiler: pronta non ti sentirai mai. Ti convinci che procrastinare è “organizzarsi meglio”… e intanto le scadenze ti sfilano davanti come un treno in corsa. Se almeno uno di questi ti suona familiare, tranquilla: non sei sbagliata. Sei solo intrappolata in schemi mentali che puoi imparare a riconoscere e cambiare. 2 strategie cognitivo-compartamentali per ripartire a settembre senza farti fregare   1. Tecnica dei 5 minuti Una delle trappole più frequenti della procrastinazione è pensare che per iniziare serva tanta energia, tempo e concentrazione. In realtà, il primo passo è quasi sempre più leggero di quanto crediamo. La tecnica dei 5 minuti nasce proprio da questo principio: concedersi di iniziare un compito dicendosi “lo faccio solo per 5 minuti”. Perché funziona? Perché abbassa l’ansia da prestazione e rompe l’inerzia. Spesso, una volta superato il blocco iniziale, la fatica diminuisce e quei 5 minuti diventano facilmente 10, 20, o addirittura l’intero compito completato. E se anche ci fermassimo davvero dopo soli 5 minuti, avremmo comunque spezzato la catena dell’evitamento, allenando il cervello a sperimentare l’azione invece che la paralisi. Parti, ad esempio, con l’aprire il file del lavoro, sistemare una pila di panni o iniziare a leggere due pagine di quel testo. Quasi sempre, dopo quei primi minuti, l’inerzia si spezza e andare avanti diventa molto più semplice. E se anche ti fermassi davvero, avresti comunque fatto un passo avanti invece di restare bloccata. 2. I piani “Se – Allora” Un altro strumento molto utile contro la procrastinazione sono i cosiddetti piani di implementazione, o “Se – Allora”. Funzionano così: invece di lasciare che le buone intenzioni restino idee generiche, le trasformiamo in regole semplici e concrete che ci guidano nel momento critico. Ad esempio: “Se torno a casa e mi viene voglia di buttarmi sul divano, allora prima sistemo la cucina per 10 minuti”. Oppure: “Se apro il computer, allora la prima cosa che faccio è scrivere due righe della relazione, non controllare le mail”. Questa tecnica sfrutta la forza dell’automatismo: il cervello riconosce la situazione (“Se…”) e ha già pronto il comportamento da mettere in atto (“Allora…”), riducendo al minimo il margine di indecisione. È come lasciare a se stessi delle piccole scorciatoie che, giorno dopo giorno, fanno la differenza. In fondo, sia la tecnica dei 5 minuti che i piani “Se – Allora” hanno lo stesso obiettivo: rendere più facile iniziare. Non servono grandi rivoluzioni, ma piccoli accorgimenti che ti aiutano a scivolare nell’azione senza combattere ogni volta con la forza di volontà. Sono strumenti semplici, ma potenti, perché ti permettono di fare spazio al movimento lì dove prima c’era solo blocco. Conclusione   Settembre non deve per forza essere sinonimo di ansia e procrastinazione. Può diventare l’occasione per allenarti a gestire tempo ed emozioni con metodo, e iniziare davvero a brillare . Ricorda: non serve cambiare tutto insieme. Ti basta un piccolo passo, oggi. E visto che sei arrivata fino a qui, ecco la mia domanda per te: 👉 Qual è la prima azione minuscola che puoi fare oggi per rendere questo settembre diverso? Scrivila nei commenti o, se preferisci, appuntala in agenda: ti stupirai di quanto possa fare la differenza. Non aspettare l’ispirazione per agire: agisci, e l’ispirazione verrà da sé.” Vuoi altri strumenti pratici per superare ansia e procrastinazione? Seguimi su Instagram e Facebook: ogni settimana nuovi contenuti di psicologia che funziona. Condividi su: Autrice: Dott.ssa Claudia Vincis Psicologa e psicoterapeuta, creatrice di BeneficaMente Leggi anche Sviluppo del potenziale e Mindset Superare i Dubbi per Realizzare il Proprio Potenziale Produttività I 4 passi fondamentali per organizzare al meglio il tuo tempo per riuscire a fare tutto e ad avere tempo per te. Ansia e Benessere emotivo Cos’è la Mindfulness? Come può aiutarci a migliorare la tua vita quotidiana. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi. Contatti

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